GAVLE, Spedizione Record per Brescia Record personale per Zanne e finale per Cherubini, sfiora il podio Federici con la staffetta

Tra i 68 atleti che hanno preso parte alla spedizione di Gavle, ben dieci atleti arrivano da società bresciane, o cittadini appartenenti ad altre realtà.
Tra gli staffettisti, troviamo Michele Falappi, Andrea Federici, Alice Mangione, più gli individuali, Linda Guizzetti, Federica Zanne, Christian Falocchi (che non prenderà parte alla trasferta), Elisa Cherubini, Chiara Melon e Alessia Pavese, sono testimoni di una delle trasferte più numerose per gli atleti bresciani in competizioni UNDER23.

CHIARA MELON, La giovane campionessa, purtroppo trova fin da subito un grande ostacolo, come il vento, che non generoso, spirava a -2.8 sui 100, non riuscendo ad andare oltre ad un 12.11. Quest’anno dopo il 7.53 indoor, con cui si è aggiudicata la bagarre per il titolo promosse, si migliora fino a 11.42 nel Meeting ultra discusso di Mondovì, ma migliorando di quasi mezzo secondo dalla scorsa stagione. Da notare come sia riuscita anche sui 200 a portarsi a 24.13.
Insieme a Zaynab Dosso, Sofia Bonicalza e Laura Fattori corre la 4×100, ottenendo al primo turno un semplice 44.71, che questo tempo si qualificano come terze nella prima batteria. In finale sfortunatamente per colpa anche di un piccolo allungamento nel terzo cambio, la squadra non riesce a scendere sotto i 45”, chiudendo in 45.29

FEDERICA ZANNE, Ottimo risultato e ottimo tempo per Federica che oltre al nono posto, nella gara secca dei 5000 metri, si mette al collo il nuovo record personale con 16:05.36, tenendo alle sue spalle la tedesca Hanle nel finale. Per la bresciana, quest’anno sono arrivati risultati eccellenti, come da qualche anno ci sta abituando, grazie al4:27.89 indoor sui 1500, 9:27.60 agli Assoluti Indoor, con cui si classificherà al quinto posto, e ora questo 16 minuti. Aspettiamo soltanto di vederla a Bressanone, dove cercherà di migliorare ulteriormente i suoi tempi.

ALESSIA PAVESE, Anche per la ragazza di Bergamo, non sono facili i 200, dopo il bel tempo di Rieti a maggio di 23.51, si qualifica per la semifinale in 24.18, dimostrando di poter fare fin da subito un buon sub24. La realtà della semifinale purtroppo per lei è ben diversa e dovrà arrendersi al peggior tempo degli ultimi due anni, in 24.99, probabilmente a seguito ad un lieve risentimento muscolare. Dopo gli spumeggianti tempi di fine maggio, Alessia sembra aver accusato il leggero infortunio di Rieti, che non le permise di correre gli ultimi 100 al meglio delle proprie possibilità. Oltre al bel tempo di 23 e mezzo, quest’anno ha anche migliorato il tempo sui 60 con 7.55 a Magglingen.

LINDA GUIZZETTI, La neo campionessa italiana sui 100 ostacoli, si ritrova con il vento in faccia a -1.1 nella batteria, ottenendo comunque un interessante 13.89, con cui accederà al turno successivo da protagonista.
In semifinale purtroppo si arrende ad un 14.05, che non le permette di entrare in finale, che sarebbe stata comunque molto difficile, anche qualora avesse corso al meglio delle proprie potenzialità. Quest’anno per la bresciana, è stata una stagione in rapida crescita, già dalle indoor, dopo l’eccellente 8.43 sui 60 ostacoli durante le qualifiche degli  Italiani Assoluti. Fin da subito anche alle outdoor si è data appuntamento con i personali, correndo 13.63 a Savona (pareggiato a Rieti in finale, con cui vinse il titolo), e un ventoso 13.39 (+2.9) a La Chaux De Fonds.

ELISA CHERUBINI, Grande prova per Elisa, che viene inserita, nella migliore delle due batterie, e corre insieme alle altre in 4:22.26, approdando in finale. Peggiora al turno successivo, ma riesce lo stesso a fermare il crono con un risultato estremamente dignitoso di 4:32.77 con cui colleziona una bellissima maglia azzurra e un undicesimo posto in una finale Europea. Per la “varesina”, il 2019 è senza ombra di dubbio la miglior stagione di carriera in quanto ha visto migliorarsi tutti i suoi personali. Il migliore sicuramente, è il tempo sui 1500 di Zogno, 4:17.53 che le regala anche la bellezza di 1008 punti. Da segnalare anche il 2:08.13 sugli 800, a Firenze. Con grande probabilità la vedremo a Bressanone impegnata nei suoi 1500, dove potrebbe avere grandi ambizioni, magari proprio il podio, visto che la graduatoria italiana la vede al quarto posto.

ANDREA FEDERICI, Pochi uomini della nostra realtà hanno preso parte alla trasferta svedese. Uno di loro è proprio Andrea, il giovane atleta che quest’anno ha dato una svolta ai suoi tempi, non tradisce e si comporta benissimo. Inserito nella terza frazione, porta insieme ai compagni, Zlatan, Pettorossi e Artuso, il testimone in batteria, fermando il tutto in 40.05. In finale sfiorano l’impresa approdando al quarto posto, insperato forse, con un eccellente 39.96. Quest’anno, il bresciano, del villaggio Violino, si è laureato Campione Italiano Universitario ed è riuscito a correre ben sette volte sotto il vecchio PB di 10.53, portandosi a Savona, fino a 10.46 (il minimo per correre un 100 agli Europei era 10.45). Nonostante questo c’è da segnalare un 10.39 ventoso realizzato due volte, Rieti e Orvieto a distanza di un mese.

MICHELE MC TERERENCE FALAPPI, Per la prima volta in carriera si veste di azzurro, correndo una buonissima prima frazione nella 4×400 che poi vincerà la batteria. Non prende parte alla finale, che vedrà l’Italia squalificata, ma possiamo dire che come prima esperienza nazionale Under23 possa essere abbastanza soddisfacente. In questa stagione, ha deciso di abbassare spaventosamente il tempo che ottenne l’anno scorso nei 400 di 48.60 per portarlo a Rieti a 47.19, diventando fin da subito il miglior bresciano sui 400 metri, migliorando il tempo che ottenne Siddi nel 1949, esattamente 70 anni fa.

ALICE MANGIONE, Nella finale diretta la siciliana, anche lei inserita nella prima frazione, porta il testimone a Anna Polinari, segue Casagrande Montesi e infine Rebecca Borga. Insieme alle compagne si portano al quinto posto complessivo, non troppo lontane dalle ucraine, quarte. Alice è tornata quest’anno su buoni tempi con il 54.45 di Firenze, riuscendo a correre su un risultato che non arrivava dal 2015 (con una piccola parentesi sul 2017).
Da Rieti è tornata con un sesto posto, e da Firenze con un quarto. Sicuramente piano piano cercherà di riportarsi sotto i 54.4”, magari proprio a Bressanone.

 

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